Site icon Annalisa Vicari

Facebook crolla e LinkedIn vola

Era il 2016 quando scrivevo il mio post sul social network dedicato al lavoro: LinkedIn.

Da allora c’è stata un’evoluzione sia della piattaforma LinkedIn che del suo bacino d’utenza.


In tempi ancora non sospetti, quando su Facebook non era ancora caduto il “meteorite” Cambridge Analytics, già era evidente la propensione degli utenti ad utilizzare di più e meglio LinkedIn come social network per trascorrere del tempo on line.


C’è stato un decremento degli utenti di Facebook e del livello degli argomenti (molto basso), mentre LinkedIn diveniva la piattaforma più utilizzata.

LinkedIn ha iniziato a introdurre aggiornamenti interessanti per essere sempre in linea con i tempi e quindi la possibilità di condividere video.

Il mood dei video è un trend che va avanti da qualche anno ormai, ma diffidate da coloro che vi dicono che è l’unico modo per incrementare la vostra visibilità, perché ognuno ha le sue caratteristiche e ci sono persone che di fronte alla videocamera diventano ridicole, quindi se non siete avvezzi a questo tipo di strumento, lasciate perdere.

LinkedIn offre oggi un ampio spazio per la comunicazione, ma attenzione: continua ad essere diverso da Facebook.

Mi spiego meglio.

Se su Facebook si postano stati d’animo, vita privata, foto “giocose” ed è il famigerato luogo per il sano “cazzeggio”, non potete adoperare LinkedIn allo stesso modo.

LinkedIn rimane un social network per comunicare e mettere in luce le proprie qualità in termini professionali.

Molti utenti hanno perso la bussola, si sono iscritti a LinkedIn e lo utilizzano come fosse Facebook, ma nel modo peggiore. Ad esempio postando scatti personali in abiti succinti, scrivendo post in cui si mostrano perfetti “leoni da tastiera”, utilizzando la chat o i contatti per proposte “indecenti” e via discorrendo.

Vorrei sottolineare che ogni social network ha una funzione di nascita, quindi un linguaggio da utilizzare in modo differente, una comunicazione diversa, un metodo di approccio agli altri utenti con dinamiche proprie e tante piccole sfaccettature che talvolta riescono a far percepire, nel caso di LinkedIn, quanto un soggetto con un lavoro dichiarato, sia poco professionale e professionista.

LinkedIn, più degli altri, può essere un’arma a doppio taglio.

Il mio consiglio spassionato è di essere sempre ben informati sulle regole non scritte e sulle consuetudini corrette nell’utilizzo di qualsiasi piattaforma in cui decidete di entrare.

Altra caratteristica che trovo molto interessante di LinkedIn è che ormai si potrebbe tranquillamente fare a meno di inviare curriculum vitae standard, basterebbe che i recruiters facessero una breve ricerca sulle persone presenti che sono in linea con le mansioni ricercate per l’azienda in questione per trovare i soggetti idonei in modo chiaro e palese.

Concludendo, oggi LinkedIn non è più solo un badge di presentazione lavorativo, ma un social attivo e frequentato in cui sarebbe bene essere presenti per quel che si è nella vita reale, con una particolare attenzione alla professione, ricordando che ormai on line e off line spesso coincidono.

Siamo noi che facciamo percepire agli altri chi siamo e come siamo, quindi sempre #beaware.

 

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