Sono anni che seguo gli sviluppi dell’Intelligenza Artificiale e ne ho scritto qui la definizione quasi 6 anni fa, un anno dopo vi parlavo di Sophie e poi di quando i robot avrebbero sostituito gli esseri umani nel lavoro, quindi lo tsunami che si è scatenato sul web in merito a Chat GPT e all’app Lensa, non mi colgono di sorpresa. Ciò che mi fa riflettere è il rumore che hanno scatenato oltre alla curiosità e alle paure di perdere il lavoro per essere sostituiti da un’IA nel caso specifico di scrittori, copywriter e mestieri simili.
In questo articolo vorrei esprimere le mie riflessioni sull’entrata di queste Intelligenze Artificiali nella vita quotidiana, senza tralasciare l’importanza della sicurezza dei nostri dati, specie quelli biometrici.
Cos’è l’app Lensa?
Avete presente le immagini dei vostri amici sui social in versione avatar ben fatto? Ecco quelle immagini sono create con l’app Lensa (in prevalenza), che non è certo l’unica presente sul mercato.
Il suo utilizzo è molto semplice. Scarichi l’app sul tuo smarphone, accetti i termini e le condizioni di servizio, dai accesso ai media e alla galleria del tuo telefono, inserisci delle tue foto e Lensa ti restituisce il tuo bellissimo avatar stilizzato.
Se ti stai chiedendo qual è il problema e perché non dovrei usarla, prima prova a rileggere i termini e le condizioni del servizio e poi procedi pure con la lettura del mio articolo.
Sono molto attenta ai Termini e le Condizioni di Servizio di App e Siti Web perché tengo alla mia sicurezza informatica e ho capito che i nostri dati possono essere utilizzati male semplicemente con il flag sbagliato, quindi faccio molta fatica a concedere autorizzazioni e lo faccio quando non ho alternative. Un esempio: smartphone android devo concedere le autorizzazioni ad Alphabet, proprietaria di Google per configurare il mio telefono.
L’app Lensa come tutte le altre elenca i Termini e le Condizioni del Servizio e dove finiranno i dati che le verranno forniti con la tua autorizzazione, ma tu le hai lette? Sei consapevole di regalare i tuoi dati biometrici a una o più aziende che potranno farne un uso non solo a livello di marketing?
Quindi il problema non è che tu sia curioso di creare il tuo Avatar, ma dare in pasto per pura curiosità i tuoi preziosi dati deve essere una scelta consapevole e questo vale per ogni singola app che decidi di scaricare sul tuo cellulare.
Ora passiamo all’Intelligenza Artificiale più discussa, spaventosa e pericolosissima per il lavoro, che prende il nome di Chat GPT, che fa la magia, dato un titolo o un argomento, di creare un testo in lingua corretta per noi.
Per ora il machine learning è all’inizio, quindi questa AI ci fornisce testi privi di empatia, approfondimenti, curiosità e attrattiva a livello comunicativo, ma il dibattito è già in atto.
Quante aziende o singoli decideranno di usare questa AI per i propri siti internet, le schede prodotto, articoli di Blog e via discorrendo, senza spendere un centesimo? Che fine faranno tutte le persone che si occupano per lavoro di redigere testi?
Questo è il tema principale di ogni conversazione che ho avuto modo di vedere sul web. La paura verso l’innovazione non è una novità, fa parte dell’essere umano temere ciò che non conosce, però credo che sarebbe più utile analizzare la situazione prima di fare allarmismo.
E’ evidente che il mondo di chi si occupa di scrivere cambierà, ma questo potrebbe essere un’opportunità e non una catastrofe. Mi spiego meglio: abbiamo a disposizione un’AI in grado di scrivere un testo completo, ma perché non usare questo testo proprio come bozza e base da cui partire per approfondire il tema con una comunicazione SEO oriented, efficace e persuasiva?
Non possiamo fermare il progresso tecnologico in corso e di questo dovremmo farcene una ragione altrimenti rischiamo di impazzire ogni giorno a ogni nuovo aggiornamento, quindi la cosa migliore che possiamo fare è studiare e sfruttare queste AI per metterle a nostro servizio. Credo che la chiave di tutta questa rivoluzione sia di continuare ad avere in testa il focus per cui la tecnologia ci offre sempre nuovi strumenti e che questi debbano essere a nostra disposizione e sfruttarli come un vantaggio a nostro favore e non farci prendere dal panico pensando che una macchina possa sostituire le nostre doti di esseri umani quali empatia, sensibilità, approfondimenti e studi.
Credo che con l’introduzione di Chat GPT emergeranno i veri professionisti preparati che sapranno sfruttare questo strumento per arricchirsi ulteriormente e cadranno le persone che si sono improvvisate e riciclate per scrivere contenuti non elaborati e con nessun valore aggiunto.
Un’ultima riflessione che vorrei condividere è quella che riguarda proprio noi esseri umani, siamo delle creature bizzarre, che spesso non imparano dalle esperienze. Perché dico questo?
Se i social network erano una cosa talmente nuova da coglierci completamente impreparati e ci siamo fatti travolgere, le Intelligenze Artificiali hanno messo anni a svilupparsi e a entrare liberamente sul mercato, quindi abbiamo avuto tutto il tempo per informarci, capire cosa sono e come poterle affiancare a noi e invece dal numero esponenziale di download dell’APP Lensa e dalle accese discussioni dettate dalla paura che vedo su Chat GPT, mi viene da pensare che non siamo mai pronti alle “novità” e in questo caso non si trattava di sapere cosa, ma solo quando sarebbero entrate nella nostra vita e questo è solo l’inizio.
Ribadisco il mio #beaware e aspetto che tu mi dica come stai vivendo queste novità.
Annalisa

