Il 30 giugno 2021 Facebook chiude il suo Facebook Analytics e lo comunica via mail a tutti i suoi utenti, così come comunica che il 16 aprile 2021 chiuderà il servizio Video Party. Queste sono solo due delle ultime modifiche che Facebook apporta alla sua piattaforma (includo in Facebook anche Instagram, Messenger e Whats App).
La notizia in sé della chiusura di Facebook Analytics non tocca tutti, ma impatta principalmente sui professionisti che utilizzava questo strumento per analizzare le performance delle pagine che gestiscono per poi redigere il report e spiegare al cliente l’andamento delle strategie attuate. Ci saranno altri tre strumenti disponibili per arrivare a redigere il report: Facebook Suite, Gestione Inserzioni all’interno del Business Manager e Gestione Eventi.
Ho colto questa modifica di Facebook per affrontare un tema più ampio: i social network sono piattaforme di aziende private che possono modificare le regole del gioco unilateralmente, quindi noi utenti siamo semplicemente degli “ospiti”.
Non scopriamo una cosa nuova, ma dall’inizio di questo 2021 ci arriva sempre più forte il messaggio e la percezione di non avere nessun potere decisionale sui social in generale. Questa percezione sta creando una sensazione di instabilità in tutti coloro che, come me, svolgono professioni direttamente correlate ai social, quindi Social Media Marketing Manager, SEO e molti altri.
Questo mio articolo è dedicato proprio ai miei colleghi che in questo periodo storico si sentono confusi sulla strada da percorrere.
Siamo in un Oceano di social: Facebook, Linkedin, Tik Tok, Clubhouse, You Tube, Twitch, Twitter e altri che non sto qui a menzionare.
Come vivere in un Oceano di social da Social Media Marketing Manager?
E’ importante essere consapevoli, infatti ogni mio post termina con #beaware, perché solo la consapevolezza del luogo in cui ci troviamo e delle sue dinamiche ci consente di non essere travolti dalle onde, o dagli Hype che dir si voglia. Le basi su cui abbiamo posto il nostro lavoro non sono immobili e non lo sono mai state, occorre studio costante, aggiornamenti quotidiani, passione e una predisposizione all’adattabilità e al cambiamento per restare professionisti del proprio settore senza incorrere nella FOMO del voler provare a fare tutto su ogni social che ha funzionalità e dinamiche differenti. Non ho mai creduto alle persone che si proponevano capaci su tutto, ma ora più che mai assisteremo a una verticalizzazione delle professioni digitali.
Cosa intendo per verticalizzazione?
La verticalizzazione è assumere la consapevolezza dei social network che conosciamo meglio, in cui ci troviamo a nostro agio e lavorare con quelli. Attenzione, non sto dicendo che non dobbiamo conoscere tutti i social presenti sul mercato, ma che ciascuno di noi ha una propensione all’uso di alcuni di questi rispetto ad altri e non possiamo pretendere di lavorare bene su tutti i social.
Individuare il nostro “habitat” è il primo step che dobbiamo analizzare per arrivare a poter fornire un servizio di qualità ai nostri committenti.
Sono per la collaborazione tra colleghi verticalizzati, quindi se io mi accorgo che nella strategia di marketing da attuare occorre utilizzare social a me poco affini per raggiungere gli obiettivi, mi accordo con il collega più ferrato. Ritengo che questo atteggiamento collaborativo sia la chiave vincente per raggiungere gli obiettivi del cliente. Una cosa che vorrei sottolineare, evidenziare, farvi arrivare è che “il blog non è morto”!
Mi sono trovata molto spesso di fronte a proposte di collaborazione di imprese che non avevano un sito internet aggiornato, oppure che non lo avevano proprio e non funziona così! Il sito internet è fondamentale, è il luogo dove parliamo di noi, dei nostri valori, della nostra etica, di quale prodotto o servizio forniamo ed è impossibile realizzare una strategia efficace di digital marketing se manca l’elemento principale.
Il sito internet è l’unico luogo dove possiamo raccogliere i nostri contenuti e questi restano di nostra proprietà, ricordiamo che siamo “ospiti” sui social e se cambiano le regole o chiudono non saremo in possesso delle nostre opinioni, percezioni e contenuti. Se ancora non avete un sito internet prendete questo spunto di riflessione per tirarlo su e comunicare in primis da lì.
Voi che ne pensate?
Scrivetemelo nei commenti!
#beaware

