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Dov’è finita la comunicazione?

comunicazione social

Non vorrei essere pedante, ma presidiando i social per un gran numero di ore nelle mie giornate e non solo per il “cazzeggio”, mi scontro sempre di più con una realtà che NON MI PIACE (se zio Mark avesse messo questa reaction sarebbe stato un bene) e mi fa riflettere.

Credo nella comunicazione in tutti gli ambiti della vita e soprattutto credo fermamente che una buona comunicazione sia alla base di ogni relazione.

La comunicazione è scambio, ascolto, attenzione nei confronti dell’interlocutore per avere la possibilità di far passare un concetto nel modo più idoneo.

Negli ultimi mesi, ogni giorno mi scontro con la completa mancanza di comunicazione oppure con una comunicazione pessima che chiude a ogni tipo di interazione costruttiva, ma incita alla rabbia, odio, violenza verbale e tutte le emozioni negative che conosco.

Io faccio il possibile per mantenere la mia coerenza perché credo sia l’unico modo per mostrare chi siamo anche on line, quindi sui social cerco di informare sull’attualità difficile di questa nuova epoca, passare messaggi positivi e che stimolino a pensieri e riflessioni positive.

Cerco insomma di vedere il famoso bicchiere mezzo pieno, invece che vuoto e di condividerlo con gli altri.

Non è semplice cercare il bello in questa emergenza covid, ma il bello c’è sempre!

Tornando a che cosa mi ha portata a scrivere questo post:  sistematicamente vedo, sia con i miei occhi, sui miei canali Social, che da colleghi, che c’è un gravissimo problema, sui social non si comunica più.

Si spendono energie per attaccare, sfogare la propria frustrazione con tutto il resto del mondo e, no, non è così che si comunica.

É un dato di fatto che in questi mesi abbiamo dovuto cambiare le nostre abitudini e questo porta sicuramente a problemi psicologici di adattamento a una situazione che non abbiamo scelto, ma che ci è stata imposta a causa di forza maggiore (il virus).

Ho già detto in altri post che ogni piattaforma social ha, o meglio, dovrebbe avere il suo tone of voice.

Cosa sta accadendo sui social?

Si é fatto un grosso minestrone, si sono dimenticate le regole di base del comportamento civile e si persevera utilizzando i Social come uno “sfogatoio” personale, dimenticando che non state scrivendo sul vostro diario, ma state condividendo in un luogo “pubblico”, un ambiente sociale.

Io mi auspicavo che da questo lockdown ne saremmo usciti migliori, più umani, invece vedo solo disagio “vomitato” sui social e con il primo che capita sotto le vostre grinfie.

Haters, trolling, tuttologi, benpensanti, complottisti sono all’o.d.g.

Torniamo a uno scambio sano, torniamo a comunicare, abbiamo gli strumenti, utilizziamoli nel modo giusto e creiamo relazioni sane e fondate sulla buona comunicazione.

#beaware

UPDATE 1 febbraio 2022

Purtroppo la situazione non è per nulla migliorata rispetto a maggio 2020, anzi probabilmente è peggiorata, dato che l’infodemia e la pessima comunicazione Istituzionale sulla pandemia hanno contribuito alla creazione di fazioni con tanto di “etichetta” sociale e vi illustro alcuni esempi.

Inizialmente, scontri e non dialoghi o comunicazione per incoraggiarsi, tra pro-vax (chi ha fatto il vaccino contro il covid) e no-vax (chi non si è vaccinato contro il covid), che pian piano si è trasformato in pro-green pass e no green pass (il tema covid è sempre preponderante ahimè) per poi passare alle estremizzazioni del politically correct per cui tutti gli argomenti seri sono divenuti fonte di possibili attacchi personali così forti e importanti da ledere psicologicamente chi si trova all’interno di questi fuochi incrociati. Sapete cosa unisce tutti? Il pregiudizio! Ognuno di noi ha i suoi pregiudizi, combatte la propria battaglia e con la “comunicazione” sui social li rafforza sempre di più circondandosi di utenti che hanno lo stesso pregiudizio che rende ancora più forti e certi di mantenere la posizione presa, senza nemmeno pensare al pregiudizio che si è creato dentro di lui/lei e provare a ricordarsi che siamo tutti esseri umani e che nessuno merita di essere etichettato e merita rispetto. Intorno ai pregiudizi ingigantiti da questa pandemia, dai lockdown, dalla paura, dalla psicosi, alle etichette c’è molto di più. Esistono individui con peculiarità e caratteristiche singolari proprio come noi quindi siamo sicuri che sia utile una “guerra fratricida” che pone il focus soltanto su una singola presa di posizione su un argomento?

Mi piacerebbe molto che questo mio aggiornamento e la domanda finale possa farvi riflettere e se volete rispondere pubblicamente per avviare un sano scambio, una sana comunicazione, siete i benvenuti.

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