Prima di addentrarci nell’argomento specifico che in questi giorni vede protagonisti gli Azzurri e la FIGC in occasione degli Europei di Calcio 2020 occorre fare una premessa per capire quando, dove e perché nasce il gesto “take the knee” e che cosa simboleggia per lo sport internazionale.
Nel 2013 nasce negli USA il movimento Black Lives Matter (tradotto in italiano: “le vite dei neri valgono”) a seguito dell’assoluzione di George Zimmerman, che aveva ucciso Trayvon Martin ( 17 enne afroamericano) l’anno precedente, per la lotta al razzismo da parte della comunità afroamericana. Ebbe visibilità nazionale nel 2014, in seguito all’uccisione di Michael Brown ed Eric Garner per mano di due agenti della polizia americana, che scatenarono proteste in strada.
Solo nel 2016, il Black Lives Matter approda nei campi di Football Americano con il gesto di inginocchiarsi di Colin Keapernick per esprimere solidarietà al movimento e denunciare la violenza della polizia verso gli afroamericani negli Stati Uniti, anche Kobe Bryant e LeBron James, campioni dell’NBA seguirono il gesto di Keapernick che prese il nome di “Take the knee” e con la morte per soffocamento di George Floyd nel 2020, per mano della polizia americana esplose in tutto il mondo, arrivando anche in Europa come simbolo di anti-razzismo e solidarietà per i giocatori di colore.
Ora che sappiamo tutti cosa significa inginocchiarsi durante una partita di calcio passiamo ad analizzare i fatti accaduti durante gli Europei di Calcio 2020 partendo dagli errori di comunicazione degli Azzurri e della completa assenza di una strategia di comunicazione della FIGC (Federazione Italiana Giuoco Calcio) che sta giustamente scatenando polemiche a livello nazionale e internazionale. Ricordate che un gesto simbolico come il “take a knee” non può essere lasciato al caso e deve essere trattato con l’importanza che merita un fenomeno come il razzismo che va combattuto con tutte le nostre forze. Inoltre, gli Azzurri, rappresentano l’Italia nel mondo in queste competizioni, non sono solamente sportivi.
Nella partita Italia-Galles, la squadra gallese vede tutti i giocatori in campo inginocchiarsi, a quel punto i giocatori italiani sono impreparati e solo 4 di loro si inginocchiano, mentre gli altri restano in piedi.
I giocatori in questo caso non possono essere trattati singolarmente perché rappresentano una Nazione e questo è stato solo il primo errore di una lunga serie perché ha scatenato le ire sia dei tifosi che degli spettatori nazionali e internazionali. Una squadra unita per vincere che si espone palesemente e inconsapevolmente allo shitstorm perché si separa e non prende una posizione univoca su un tema importante come il razzismo, i cui episodi negli stadi purtroppo si sprecano.
La sera prima della partita Italia-Austria viene intervistato dalla RAI Bonucci che alla domanda sul “take the knee” dichiara:
“ Quando torniamo in Hotel abbiamo una riunione tutti insieme, ne parleremo stasera e decideremo cosa fare”.
L’attenzione di tutta l’opinione pubblica punta i riflettori sulla dichiarazione di Bonucci, un giocatore di calcio e non certo un addetto alla comunicazione, che ingenuamente dichiara che ancora la squadra e la dirigenza non hanno affrontato seriamente la questione.
“Finalmente”, la FIGC rilascia un comunicato stampa che recita così :
“”La Federazione Italiana Giuoco Calcio, nel ribadire il suo impegno incondizionato e quello di tutti gli Azzurri contro il razzismo e ogni discriminazione ha ritenuto opportuno lasciare alla squadra la libertà di aderire alla campagna ‘Black Lives Matter’”.
Riuscite a percepire lo “scarica barile” attuato dalla FIGC che continua a non prendere una posizione in merito, non indica alcuna via da percorrere agli Azzurri utilizzando il vocabolo “libertà” per cercare goffamente di ovviare al problema?
In un caso come questo è necessario e indispensabile prendere una posizione!
Qualche minuto prima dell’inizio della partita Italia-Austria la RAI intervista Chiellini per sapere se vedremo gli Azzurri inginocchiarsi oppure no e la sua risposta è sempre quella di un giocatore di calcio, di una persona non addetta alla comunicazione, che in tensione per ciò che si aspettano che lui dica e per la partita che dovrà affrontare, non solo dichiara:
“Credo non ci sia stata nessuna richiesta. Quando ci sarà la richiesta da parte dell’altra squadra, ci inginocchieremo per sentimento di solidarietà e sensibilità verso l’altra squadra”, ma aggiunge “Cercheremo sicuramente di combattere il ‘nazismo’ in un altro modo, con iniziative insieme alla Federazione nei prossimi mesi”
confondendo il vocabolo ‘nazismo’ con ‘razzismo’.
Una doppietta come si usa dire in termini calcistici che ha dell’assurdo e del ridicolo. Esattamente cosa significa aspettare che la squadra avversaria si inginocchi per essere “solidali e sensibili” verso un altra Nazionale Europea? Voi lo trovate un senso logico a questa dichiarazione?
A questo punto stai attribuendo la colpa a Chiellini? Stai sbagliando! Ancora una volta l’errore arriva dall’alto perché la comunicazione non può essere lasciata in capo a un giocatore!
Dopo il caos e le polemiche, prima della prossima partita Italia-Belgio, la FIGC rilascia il suo ultimo comunicato stampa:
“La squadra si inginocchierà per solidarietà con gli avversari e non per la campagna in sé, che non condividiamo. Se i giocatori del Belgio si inginocchieranno allora lo faranno anche i nostri, per essere solidali con loro“
Orrore…ops…Errore!
Analizziamo le parole, perché le parole hanno un peso specifico!
I giocatori della Nazionale si inginocchieranno per rispetto e solidarietà verso la squadra avversaria, ma non perché condividono la causa anti-razzista. Riuscite a capire l’assurdità di questo comunicato stampa? Non ha alcun senso questa scelta ai fini della vera causa e minimizza il gesto simbolico originale attribuendo un significato completamente differente.
Questo è un caso di pessima comunicazione, mancanza di una strategia di comunicazione e cercare di mettere delle “pezze” che non fanno altro che peggiorare la situazione per i giocatori, per lo sport, per la causa e per l’Italia intera.
Qui siamo di fronte a tanti Epic Fail collegati da cui è difficile riemergere, una crisi reputazionale Nazionale e pare che ancora oggi nessun professionista della comunicazione sia stato ingaggiato per sanare questo grandissimo problema. Parlo di problema perché il nostro Paese nel Mondo, in questo modo, non fa altro che aumentare la percezione della nostra Italia come Paese razzista.
Un’ipotesi sarebbe quella di usare un gesto simbolico alternativo al far inginocchiare gli Azzurri e farlo divenire il nostro gesto contro il razzismo. Sarebbe già qualcosa.
Io resto basita e mi infervoro in queste occasioni in cui, a causa di persone che di comunicazione non capiscono nulla, fanno affondare un intero Paese in cui non mi riconosco perché io sono italiana e sono assolutamente contro ogni tipo di discriminazione, ivi incluso il razzismo e credo di non essere l’unica. Inoltre, so quanto è importante la comunicazione, me ne occupo personalmente da anni e ci sono aziende intere che concentrano il proprio business sulla Corporate Reputation e sulla gestione delle crisi reputazionali. Sicuramente le aziende italiane non hanno ancora percepito quanto sia importante per il brand avere una comunicazione corretta e coerente, non incappare in crisi oppure che saper gestire una crisi è necessario per la stessa sopravvivenza del brand. Qui parliamo addirittura di istituzioni che non hanno compreso l’importanza della percezione che trasmettiamo agli altri ed è ancora più grave.
Mi auguro di riuscire ad aggiornare questo articolo con buone nuove.
Tu ti senti rapprestentat* da questa Nazionale?
Scrivimelo nei commenti!
#beaware
UPDATE 1 : prima della partita Belgio-Italia di venerdì 2 luglio 2021 gli Azzurri si sono inginocchiati tutti perché il Belgio ha chiesto il “take the knee”, quindi “per solidarietà” verso la squadra avversaria.
UPDATE 2: prima della Finale Italia-Inghilterra di domenica 11 luglio 2021 gli Azzurri si sono inginocchiati in modo omogeneo per dimostrare la loro solidarietà verso gli Inglesi che avevano richiesto il “take the knee”.
Nessun altro comunicato è stato emesso dalla FIGC, quindi nessuna buona nuova sulla questione comunicativa molto spinosa, forse messa nel cassetto per la vittoria degli Azzurri della Coppa Europea dopo più di cinquant’anni.