Dopo la sentenza storica della Corte di Giustizia UE, di qualche giorno fa, che ha condannato Pirate Bay come responsabile dei contenuti illegali caricati dagli utenti sulla sua piattaforma, si è aperto il caso della necessità di una regolamentazione comunitaria per la Cybersecurity.
Inoltre questa sentenza ha seminato il panico agli amministratori di Google, Facebook, You tube e tutte le altre piattaforme in cui i contenuti sono direttamente caricati dagli utenti, il che apre uno scenario di possibilità di controllo, prima impensabili e davvero molto complesse.
Negli Stati Uniti è già presente una regolamentazione con connotati decisamente differenti da quelli che si vorrebbero introdurre negli Stati dell’UE.
Il problema della normativa sulla tecnologia digitale, sta proprio nel costruirne una, forte e univoca per tutti i Paesi appartenenti alla Comunità Europea per tenere testa al Paese che ha avviato tutto il cambiamento tecnologico a cui abbiamo assistito e che stiamo vivendo giorno dopo giorno.
Ho fatto un elenco di “soli” 3 punti per semplificare la situazione attuale, dove l’unica normativa approvata e attuata nella giornata di ieri in Italia è sul Cyberbullismo.
Capirete bene che, rispetto al progresso tecnologico in fatto di leggi, siamo indietro anni luce. Stare dietro al processo tecnologico e ai suoi aggiornamenti quotidiani a livello normativo rende il lavoro dei legislatori particolarmente ostico, in quanto saranno costretti a legiferare per la prima volta su un processo e non solo su un fatto già accaduto.
Anche per il punto 1 la complessità è elevata perché si dovrà prima capire a livello comunitario quali considerare come dati sensibili, come organizzarli e, solo infine, quale potrà essere il modo migliore per la loro tutela e quindi per quella degli utenti connessi.
Di seguito il punto 2, in cui si dovranno prendere accordi specifici tra tutti gli Stati membri per capire come potranno interagire a livello intra-comunitario e in seguito extra-comunitario.
Dopo questo “malloppo” di analisi di diritto, direi che siete liberi di esprimere qualunque tipo di opinione a riguardo.
L’unica affermazione su cui dovremmo essere tutti concordi è che è giunta l’ora di avere una regolamentazione normativa sulle “nuove” tecnologie anche in Europa, come Stati membri della stessa Comunità.
#beaware
UPDATE 20 settembre 2021
Il 25 maggio 2018 è stato introdotto il GDPR nell’Unione Europea, regolamento generale sulla protezione dei dati, realizzato dalla Commissione Europea per incrementare la protezione dei dati sensibili dei cittadini e anche i Social Network si sono dovuti adeguare, modificando termini e condizioni di servizio. Qualcosa è stato fatto per la tutela della privacy degli utenti, ma in questi ultimi anni sono aumentati i social in circolazione, si pone sicuramente più attenzione alla tutela della propria privacy, ma ancora non abbiamo raggiunto sufficienti livelli di tutela. Occorrerebbe lavorare ancora molto per rendere consapevoli gli utenti che accettano di fretta, con un flag , i termini e le condizioni di servizio di social e app, di quel che regalano al web.
Concludo rincordando che se qualcosa è gratis, il prodotto sei tu! In questo caso il prodotto sono i tuoi dati.
Cosa pensi di questa mia conclusione?
Scrivimelo nei commenti.