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Perché la Russia blocca l’accesso a Instagram?

Instagram bloccato in Russia

La Russia taccia Meta di essere una piattaforma estremista e del 14 marzo 2022 blocca l’accesso a Instagram.

Qualche giorno fa vi parlavo della prima guerra ibrida:

Infatti, la guerra tra Russia e Ucraina è la prima guerra che si combatte sia sul piano militare fisico (guerra cinetica) che sul piano della propaganda attraverso l’utilizzo dei social network, una guerra ibrida tra analogico e digitale.

Con il passare dei giorni e l’acuirsi del conflitto, Meta ha deciso che gli utenti dei due Paesi in guerra potessero postare sulle sue piattaforme, lasciando liberi gli utenti di pubblicare post e video contro l’esercito russo in cui sono passati anche commenti di incitamento all’uccisione degli invasori. Una presa di posizione che condivido a metà. La libertà di non censurare contenuti di nessuna nazione mi trova d’accordo, mentre l’incitamento all’odio in ogni sua forma mi trova nettamente contraria ed è contraria agli stessi termini e condizioni d’uso della piattaforma, evidentemente troppo oberata per bannare queste situazioni.

La Russia ha accusato Meta di essere al pari di un’organizzazione estremista e dopo aver chiesto di porre fine a questi comportamenti, non vedendo alcuna risposta da Meta, ha deciso di bloccare l’accesso a Instagram agli utenti russi dal 14 marzo 2022, dando 48 ore di tempo agli utenti russi per recuperare il proprio materiale dagli account prima della chiusura totale.

Meta non è l’unico social network in “gioco” in questo conflitto, tutti i social networks stanno prendendo posizione, rendendosi parte attiva della propaganda e quindi della guerra stessa.

Vediamo come stanno agendo in questi giorni gli altri social network e i governi per quanto riguarda Twitter, Tik Tok, You Tube e Telegram.

Twitter

Twitter è già stato censurato dalla Russia, ma non cede lanciando il servizio “Onion”. Anche questo al limite estremo della legalità e pericolosità visto che per accedere gli utenti sono costretti a scaricarlo dal browser Tor, che permette di entrare anche nel dark web, che non è un bel posto.

TikTok

TikTok continua la sua attività con qualche limitazione, ma è di queste ore la notizia che la Casa Bianca ha convocato i trenta tik tokers più influenti in una call su Zoom e gli ha fornito delle linee guida per invitarli a non contribuire alla propaganda e alla diffusione di fake news. Qui la mia considerazione è un po’ critica perché Ucraina e Russia stanno facendo propaganda anche attraverso l’uso dei social, quindi cosa possiamo considerare come fake news diviene difficilissimo se non impossibile anche grazie all’infodemia presente ormai da anni.

You Tube

You Tube intanto ha chiuso in Europa i canali “Russia Today” e “Sputnik” spiegando che questa decisione è stata presa sulla base dei termini e delle condizioni d’uso della piattaforma perché le notizie Russe non avevano fonti verificate. You Tube ha inoltre chiuso i canali finanziati direttamente dallo stato Russo.

Telegram

Ad oggi Telegram è il social network e/o app di messaggistica istantanea (ancora non è etichettata) che sta guadagnando una popolarità mai vista prima rimanendo neutrale ha visto un incremento di utenti, gruppi e canali.

Questo è il quadro al 14 marzo 2022 della Guerra tra Russia e Ucraina che vede i social sempre più coinvolti.

Augurandomi di aver dipanato qualche vostro dubbio e che questo articolo vi consenta di riflettere meglio sulla situazione terribile in corso, vi terrò aggiornati sui prossimi sviluppi certi e verificati.

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