<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	
	>
<channel>
	<title>
	Commenti a: Mettere like su Instagram è un nuovo codice	</title>
	<atom:link href="https://www.annalisavicari.it/mettere-like-su-instagram-e-un-nuovo-codice/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.annalisavicari.it/mettere-like-su-instagram-e-un-nuovo-codice/</link>
	<description>Social Media Marketing Mentor &#38; Consultant, Digital Strategist Freelance</description>
	<lastBuildDate>Fri, 16 Apr 2021 08:47:27 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.1.4</generator>
	<item>
		<title>
		Di: Annalisa Vicari		</title>
		<link>https://www.annalisavicari.it/mettere-like-su-instagram-e-un-nuovo-codice/#comment-64</link>

		<dc:creator><![CDATA[Annalisa Vicari]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Apr 2021 08:47:27 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.annalisavicari.it/?p=1586#comment-64</guid>

					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://www.annalisavicari.it/mettere-like-su-instagram-e-un-nuovo-codice/#comment-63&quot;&gt;Damiano&lt;/a&gt;.

Grazie Damiano per aver lasciato il tuo commento. Trovo estremamente bello e nobile il tuo pensiero. Diciamo che la comunicazione digitale con le emoji ha stravolto quella pregressa, apportando molta &quot;leggerezza&quot; al significato della simbologia prima del loro avvento. Mi hai dato lo spunto per un nuovo post in cui trattare le emoji, il loro significato e la corretta netiquette per una comunicazione efficace ad oggi. Hai notato quanto le ultime emoji che ritroviamo nella tastiera del nostro smartphone riescano a &quot;parlare&quot; di noi?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://www.annalisavicari.it/mettere-like-su-instagram-e-un-nuovo-codice/#comment-63">Damiano</a>.</p>
<p>Grazie Damiano per aver lasciato il tuo commento. Trovo estremamente bello e nobile il tuo pensiero. Diciamo che la comunicazione digitale con le emoji ha stravolto quella pregressa, apportando molta &#8220;leggerezza&#8221; al significato della simbologia prima del loro avvento. Mi hai dato lo spunto per un nuovo post in cui trattare le emoji, il loro significato e la corretta netiquette per una comunicazione efficace ad oggi. Hai notato quanto le ultime emoji che ritroviamo nella tastiera del nostro smartphone riescano a &#8220;parlare&#8221; di noi?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Damiano		</title>
		<link>https://www.annalisavicari.it/mettere-like-su-instagram-e-un-nuovo-codice/#comment-63</link>

		<dc:creator><![CDATA[Damiano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Apr 2021 16:29:30 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.annalisavicari.it/?p=1586#comment-63</guid>

					<description><![CDATA[Nulla da aggiungere all&#039;analisi socio/psicologica sull&#039;uomo moderno. Ma ci possiamo anche concentrare sulla simbologia.
Diciamo che questo simbolo: <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/2764.png" alt="❤" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> da svariati millenni e per innumerevoli culture significa una cosa ben precisa e una soltanto. E non è &quot;mi piace&quot; ma, casomai, &quot;mi piaci&quot;.
Poi qualcuno ha deciso che il significato doveva cambiare, diluirsi in un più generico apprezzamento e forse ad adattarsi ci vorrà tempo. Del resto, se al posto del cuore avessero originariamente scelto un cono gelato, il messaggio sottinteso non sarebbe forse stato &quot;ci prendiamo un gelato?&quot;.
I simboli sono immagini potenti, sono il riassunto estremo del nostro pensiero e l&#039;espressione in un carattere di un sentimento, di un&#039;intenzione, di un messaggio appunto.
Io, da uomo, posso dire che ancora mi emoziono se una donna mi lascia un <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/2764.png" alt="❤" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" />. Ma io ho 30 anni e quel simbolo significa una cosa soltanto. Noto invece che per i cd. millennials (almeno quelli che conosco io) il significato dei simboli sta gia cambiando: cuori, baci, abbracci come fossero in saldo.
Non vedo la situazione così drammatica dal punto di vista della comunicazione: vedo il dramma che sempre subiscono le generazioni &quot;di mezzo&quot;.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nulla da aggiungere all&#8217;analisi socio/psicologica sull&#8217;uomo moderno. Ma ci possiamo anche concentrare sulla simbologia.<br />
Diciamo che questo simbolo: ❤ da svariati millenni e per innumerevoli culture significa una cosa ben precisa e una soltanto. E non è &#8220;mi piace&#8221; ma, casomai, &#8220;mi piaci&#8221;.<br />
Poi qualcuno ha deciso che il significato doveva cambiare, diluirsi in un più generico apprezzamento e forse ad adattarsi ci vorrà tempo. Del resto, se al posto del cuore avessero originariamente scelto un cono gelato, il messaggio sottinteso non sarebbe forse stato &#8220;ci prendiamo un gelato?&#8221;.<br />
I simboli sono immagini potenti, sono il riassunto estremo del nostro pensiero e l&#8217;espressione in un carattere di un sentimento, di un&#8217;intenzione, di un messaggio appunto.<br />
Io, da uomo, posso dire che ancora mi emoziono se una donna mi lascia un ❤. Ma io ho 30 anni e quel simbolo significa una cosa soltanto. Noto invece che per i cd. millennials (almeno quelli che conosco io) il significato dei simboli sta gia cambiando: cuori, baci, abbracci come fossero in saldo.<br />
Non vedo la situazione così drammatica dal punto di vista della comunicazione: vedo il dramma che sempre subiscono le generazioni &#8220;di mezzo&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Annalisa Vicari		</title>
		<link>https://www.annalisavicari.it/mettere-like-su-instagram-e-un-nuovo-codice/#comment-62</link>

		<dc:creator><![CDATA[Annalisa Vicari]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2020 14:10:09 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.annalisavicari.it/?p=1586#comment-62</guid>

					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://www.annalisavicari.it/mettere-like-su-instagram-e-un-nuovo-codice/#comment-61&quot;&gt;Bernardo&lt;/a&gt;.

Ciao Bernardo, ti ringrazio per aver letto con attenzione il mio post &quot;sfogo&quot; e per il tuo lungo commento, che offre una visione alternativa del tutto rispettabile. Sono perfettamente d&#039;accordo con te per quanto riguarda il miglioramento costante della nostra abilità comunicativa affinché divenga il più efficace possibile. Per quanto riguarda il risvolto umano, sono la prima a vedere dietro a ogni utente del web e delle varie piattaforme il lato umano che vi sta dietro e cerco in ogni modo di pormi in modo da mettere a suo agio l&#039;interlocutore per far comprendere, ma in questo caso mi è stato detto espressamente che Z non aveva bisogno di &quot;lezioni di vita&quot; quindi non è stato in alcun modo possibile interagire in modo sano e far vertire la conversazione a uno scambio costruttivo. Il vero problema è che abbiamo tanti strumenti e piattaforme per &quot;socializzare&quot;, ma manca completamente l&#039;educazione digitale, che consenta a ciascuno di usare correttamente lo strumento che ha a disposizione e questo è un vero peccato. In questo periodo storico, molto più che in altri sui social c&#039;è rabbia, violenza, cattiveria, figli della mancata educazione al digitale, della frustrazione e del fatto che essendo dietro a uno schermo non ci si assume la responsabilità delle proprie azioni e si finisce, nella migliore delle ipotesi, di mancare di rispetto al prossimo e questo ha un impatto nella vita reale. Perdonami se mi sono dilungata, ma il web potrebbe essere un luogo migliore se solo ciascuno di noi ci mettesse la sua parte di &quot;buono&quot;. A presto. Annalisa]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://www.annalisavicari.it/mettere-like-su-instagram-e-un-nuovo-codice/#comment-61">Bernardo</a>.</p>
<p>Ciao Bernardo, ti ringrazio per aver letto con attenzione il mio post &#8220;sfogo&#8221; e per il tuo lungo commento, che offre una visione alternativa del tutto rispettabile. Sono perfettamente d&#8217;accordo con te per quanto riguarda il miglioramento costante della nostra abilità comunicativa affinché divenga il più efficace possibile. Per quanto riguarda il risvolto umano, sono la prima a vedere dietro a ogni utente del web e delle varie piattaforme il lato umano che vi sta dietro e cerco in ogni modo di pormi in modo da mettere a suo agio l&#8217;interlocutore per far comprendere, ma in questo caso mi è stato detto espressamente che Z non aveva bisogno di &#8220;lezioni di vita&#8221; quindi non è stato in alcun modo possibile interagire in modo sano e far vertire la conversazione a uno scambio costruttivo. Il vero problema è che abbiamo tanti strumenti e piattaforme per &#8220;socializzare&#8221;, ma manca completamente l&#8217;educazione digitale, che consenta a ciascuno di usare correttamente lo strumento che ha a disposizione e questo è un vero peccato. In questo periodo storico, molto più che in altri sui social c&#8217;è rabbia, violenza, cattiveria, figli della mancata educazione al digitale, della frustrazione e del fatto che essendo dietro a uno schermo non ci si assume la responsabilità delle proprie azioni e si finisce, nella migliore delle ipotesi, di mancare di rispetto al prossimo e questo ha un impatto nella vita reale. Perdonami se mi sono dilungata, ma il web potrebbe essere un luogo migliore se solo ciascuno di noi ci mettesse la sua parte di &#8220;buono&#8221;. A presto. Annalisa</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Bernardo		</title>
		<link>https://www.annalisavicari.it/mettere-like-su-instagram-e-un-nuovo-codice/#comment-61</link>

		<dc:creator><![CDATA[Bernardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Jun 2020 00:49:43 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.annalisavicari.it/?p=1586#comment-61</guid>

					<description><![CDATA[Ho letto attentamente il tuo post e credo di poter commentare qualcosa. La tua visione non è opposta alla mia, ma forse figlia di un momento di rabbia/sincerità che ti ha spinto, in effetti, a vedere soltanto una faccia della medaglia. Potrei dire una cavolata, ma mi sembra che questo atteggiamento da parte del maschio di turno che tu hai descritto non sia, come tu affermi, di tendenza, ma vada invece controcorrente. Difatti, facendo quel discorso, egli si è &quot;sbugiardato&quot;, divenendo, di fatto, onesto. Prova ne è, in questo caso, che tu sia qui a criticarlo. Lungi da me dire che questo sia un pregio, vorrei invece sottolineare che lui, mostrando questo difetto, rivela di essere una vittima del sistema. In quel momento, lui è posto in una situazione in cui, per avere un contatto &quot;umano&quot; deve ricorrere al modo tecnologico, che però ha chiaramente i suoi effetti collaterali. Una scarsissima possibilità di comunicare chi si è e le proprie intenzioni finendo per essere categorizzato in uno dei caratteri che la persona che vede (cioè tu in questo caso) ha inevitabilmente in testa. Chiaramente il suo non è un comportamento intelligente, e hai senz&#039;altro ragione a dire che non ha (abbiamo) gli strumenti per gestire il mezzo tecnologico, tuttavia il suo comportamento ricorda di più quello di un criceto che è stato messo a girare in una ruota... È un po&#039; un coglione, ma non è tutta colpa sua. Purtroppo, in questo caso, per cause di forza maggiore, la responsabilità è in chi vede e giudica. Ovvero, in te. So che è una brutta visione, ma tu adesso che hai capito il fenomeno sei l&#039;unica a poterci porre rimedio. D&#039;altra parte, una critica aspra non farebbe che rafforzare ulteriormente il malcontento delle due parti. L&#039;offesa e il linguaggio rude di lui potrebbero, ad esempio, essere visionati come atti di disperazione da parte sua, perché, effettivamente quando scrive non ha modo di comunicare veramente ciò che vuole e quindi si abbandona a certe dichiarazioni. Importante secondo me individuare i punti in cui lui o gente come lui sbaglia e in cui invece è degna di compassione (che brutta parola...). Se ne potrebbe parlare per ore di questa cosa, io e te, su questo sito, ma se lo facessimo questo lungo articolo che hai scritto altro non servirebbe che a farti ascoltare dai pochi (me in questo caso) che sono già dalla tua parte, e che lo sarebbero comunque, anche senza scrivere niente. Risultato che io considero invece degno di nota è il riuscire a guardare oltre l&#039;errore, vedendo l&#039;umanità che ci sta dietro e accogliendo quella, più che spingere il resto, anche, se si vuole, veicolano il messaggio che si intende passare. Soltanto in questo modo è possibile cogliere anche la nostra umanità e capire che anche la nostra abilità comunicativa ed empatia è passibile di miglioramento, di crescita. Tutto sommato, penso alla fine di aver detto qualcosa di positivo, a discapito di ciò che credevo potessi fare prima di scrivere il mio lungo messaggio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho letto attentamente il tuo post e credo di poter commentare qualcosa. La tua visione non è opposta alla mia, ma forse figlia di un momento di rabbia/sincerità che ti ha spinto, in effetti, a vedere soltanto una faccia della medaglia. Potrei dire una cavolata, ma mi sembra che questo atteggiamento da parte del maschio di turno che tu hai descritto non sia, come tu affermi, di tendenza, ma vada invece controcorrente. Difatti, facendo quel discorso, egli si è &#8220;sbugiardato&#8221;, divenendo, di fatto, onesto. Prova ne è, in questo caso, che tu sia qui a criticarlo. Lungi da me dire che questo sia un pregio, vorrei invece sottolineare che lui, mostrando questo difetto, rivela di essere una vittima del sistema. In quel momento, lui è posto in una situazione in cui, per avere un contatto &#8220;umano&#8221; deve ricorrere al modo tecnologico, che però ha chiaramente i suoi effetti collaterali. Una scarsissima possibilità di comunicare chi si è e le proprie intenzioni finendo per essere categorizzato in uno dei caratteri che la persona che vede (cioè tu in questo caso) ha inevitabilmente in testa. Chiaramente il suo non è un comportamento intelligente, e hai senz&#8217;altro ragione a dire che non ha (abbiamo) gli strumenti per gestire il mezzo tecnologico, tuttavia il suo comportamento ricorda di più quello di un criceto che è stato messo a girare in una ruota&#8230; È un po&#8217; un coglione, ma non è tutta colpa sua. Purtroppo, in questo caso, per cause di forza maggiore, la responsabilità è in chi vede e giudica. Ovvero, in te. So che è una brutta visione, ma tu adesso che hai capito il fenomeno sei l&#8217;unica a poterci porre rimedio. D&#8217;altra parte, una critica aspra non farebbe che rafforzare ulteriormente il malcontento delle due parti. L&#8217;offesa e il linguaggio rude di lui potrebbero, ad esempio, essere visionati come atti di disperazione da parte sua, perché, effettivamente quando scrive non ha modo di comunicare veramente ciò che vuole e quindi si abbandona a certe dichiarazioni. Importante secondo me individuare i punti in cui lui o gente come lui sbaglia e in cui invece è degna di compassione (che brutta parola&#8230;). Se ne potrebbe parlare per ore di questa cosa, io e te, su questo sito, ma se lo facessimo questo lungo articolo che hai scritto altro non servirebbe che a farti ascoltare dai pochi (me in questo caso) che sono già dalla tua parte, e che lo sarebbero comunque, anche senza scrivere niente. Risultato che io considero invece degno di nota è il riuscire a guardare oltre l&#8217;errore, vedendo l&#8217;umanità che ci sta dietro e accogliendo quella, più che spingere il resto, anche, se si vuole, veicolano il messaggio che si intende passare. Soltanto in questo modo è possibile cogliere anche la nostra umanità e capire che anche la nostra abilità comunicativa ed empatia è passibile di miglioramento, di crescita. Tutto sommato, penso alla fine di aver detto qualcosa di positivo, a discapito di ciò che credevo potessi fare prima di scrivere il mio lungo messaggio.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
	</channel>
</rss>
