Parliamo spesso di informazione e comunicazione e, nell’ultimo periodo, grazie alle elezioni politiche, di propaganda, ma siete sicuri di conoscere il significato di queste tre parole che non sono sinonimi e di utilizzarli nel modo corretto senza confusione?
Dalla Treccani il significato di queste tre parole che conosciamo, ma spesso confondiamo:
INFORMARE: “Dare notizia, mettere a conoscenza di qualche fatto”.
COMUNICARE: “Rendere comune, far conoscere, far sapere; per lo più di cose non materiali”.
PROPAGANDA: “Azione che tende a influire sull’opinione pubblic0, orientando verso determinati comportamenti collettivi, e l’insieme dei mezzi con cui viene svolta”.
Come emerge chiaramente dalle definizioni, dobbiamo fare molta attenzione quando utilizziamo questi termini. Per prima cosa è importante definire che cosa vogliamo far passare.
Se decidiamo di trasmettere una notizia e quindi di fornire un’informazione è fondamentale non dare nessun tipo di orientamento alla notizia, quindi fare una sorta di comunicato stampa senza che trapeli il nostro pensiero in proposito. L’esempio migliore di informazione si dovrebbe vedere nei TG oppure nelle testate giornalistiche, ma purtroppo anche i giornalisti (non tutti, sia chiaro), lavorano per fare audience e quindi le notizie trasmesse non sono più una semplice informazione.
Se invece il nostro obiettivo è comunicare, dobbiamo sì dare la notizia, ma al contempo fornire una nostra connotazione della stessa per permettere che passi il nostro pensiero a riguardo di modo che diventi un modo per far riflettere chi lo legge o chi ci ascolta, e consente di dare qualcosa di noi attraverso il bellissimo mondo della comunicazione.
Di propaganda, nell’ultimo periodo, ne abbiamo vista e sentita moltissima. Tutti i partiti politici candidati alle elezioni 2018 hanno fatto propaganda, cercando, attraverso il loro modo di comunicare, di orientare il pensiero di chi ascoltava/leggeva, attirando a sé consensi. Se avete notato, la propaganda di quest’anno che ha fatto più presa è stata focalizzata su micro-argomenti portanti che generavano un dibattito, come ad esempio l’immigrazione e il reddito di cittadinanza.
Questo è il quadro da tenere ben presente quando leggete un post, un articolo oppure ascoltate persone famose o meno che parlano di un determinato argomento.
Il bello della lingua italiana è che fornisce tantissimi strumenti (parole) per esprimere un concetto, bisogna solo capire che cosa e come vogliamo esprimerci per ottenere i risultati sperati. Sembra semplice, ma non lo è affatto.
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