educazione digitale, facebook

Gruppi Facebook e netiquette

Il nuovo trend di Facebook è quello di far parte di gruppi e community che trattano di argomenti e interessi comuni.
Sì, il diario non va più molto di moda, i gruppi assolutamente sì.

Cosa c’è di meglio che scambiarsi idee e consigli sui nostri interessi personali con persone che condividono gli stessi interessi? Se il gruppo è “sano”, nulla.

I gruppi, infatti danno un senso di sicurezza e affidabilità dei membri che ne fanno parte, si conoscono gli amministratori e la gerarchia già instaurata, quindi una volta entrati a farne parte, ti senti un pezzo di questo.
Peccato che spesso e volentieri i gruppi si trasformano in “sette” di persone letteralmente ossessionate dall’argomento in questione, tramutandosi in luoghi di “culto” invece che di comunicazione e le amicizie che si fanno all’interno, prima o poi si rivelano deleterie.

Sono stata al #mia17, e uno dei vincitori è stato “IL SIGNOR DISTRUGGERE”, un ragazzo che ha fatto dei gruppi, il suo lavoro. Come? Facendo della satira sulle domande e i commenti all’interno di gruppi di mamme, neomamme e pancine.
All’interno dei gruppi, infatti si utilizzano termini univoci che nell’off line non esistono.
Un esempio? Rugiadina, pancina, bulli (riferiti alla razza di cane bulldog), codini, e via discorrendo.
All’interno di ogni gruppo ci sono uno o più amministratori, per cercare di controllare e mediare le discussioni che matematicamente si scatenano al suo interno a colpi di insulti, che sono a capo della gerarchia sociale del gruppo, appena sotto si trovano i fedelissimi e poi i nuovi membri, che ovviamente hanno tutti gli occhi puntati addosso.

I gruppi sono nati per scambiarsi opinioni, oggi ci troviamo in gruppi in cui al primo “errore” veniamo minacciati di espulsione!

In molti gruppi c’è un livello di informazione che rasenta lo zero periodico e una disinformazione che tende all’infinito, il livello di bagaglio culturale personale dei membri non è molto elevato e gli haters e i troll sono sempre pronti a partire da veri e propri leoni da tastiera per disintegrare i singoli membri o il gruppo in generale.

Una piattaforma come Facebook, riesce a controllare fino ad un certo punto, il resto sta al buon senso dei fruitori del servizio messo a disposizione.

Un consiglio? Ogni volta che entrate in un gruppo cercate di capire se si tratta di una community “sana” in cui vi è concesso il diritto di parola senza dover subire umiliazioni scorrendo un po’ i post precedenti e non infilatevi in gruppi di estremisti pro o contro qualcosa perché è soltanto una caccia alle streghe che non dà alcun beneficio, psicologico e culturale.

#beaware

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