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Facebook sposa la causa contro la violenza

È con immenso piacere che condivido con voi la mia gioia di vedere oscurato un video violento pubblicato da un mio contatto Facebook e ringrazio lo zio Mark.

Finalmente dopo anni e milioni di aggiornamenti utili fino ad un certo punto Facebook sposa la causa contro la violenza.

Dal mio punto di vista questo è un successo per la piattaforma di Zurkerberg nei confronti degli utenti collaborativi.

Sono una persona sensibile su certi argomenti e credo che post e video che incitano alla violenza su animali o persone non dovrebbero avere accesso ai social network, sia per non ferire persone come me, sia per non rischiare l’emulazione e soprattutto per evitare il cyber bullismo di cui si parla tanto e si conosce poco finché non ci tocca personalmente.

Io sono un utente che ha sempre segnalato a Facebook i post, i video, le pagine e i gruppi che per me non dovevano essere in una piattaforma social come Facebook, ottenendo quasi sempre come risposta che i contenuti segnalati non violavano le politiche aziendali.

Oggi, la scoperta, la bellezza di essere stata ascoltata senza segnalazioni, quindi il netto miglioramento dell’algoritmo e un grosso passo in avanti per Facebook.

Stavo facendo scrolling, come di consueto, e sono incappata in un contatto che aveva condiviso il video di una violenza gratuita fatta ad animali innocenti e invece di dover vedere almeno i primi secondi del video per passare oltre, ho trovato lo schermo nero con la dicitura: Questo video potrebbe mostrare contenuti grafici violenti o sangue. Questo video è stato coperto in base alle tue impostazioni”.

Semplicemente, WOW!

Finalmente Facebook sposa la causa contro la violenza e mi evita di doverla vedere per forza, ha raccolto le mie segnalazioni e i miei gusti personali.
Sono davvero felice e devo fare i complimenti a Facebook e tutto il team.
Questa è solo la mia modesta esperienza che mi consente di darvi un consiglio spassionato: non siate passivi su Facebook, segnalate ciò che vi da noia senza alcun timore e potrete vedere le potenzialità dello strumento che utilizzate quotidianamente anche solo per divertimento.

#beaware

UPDATE 23 agosto 2021

Facebook sta continuando a porre in essere aggiornamenti anche degli algoritmi per contrastare la violenza e l’incitazione alla violenza sulle sue piattaforme. Con il suo bacino di utenza possiamo comprendere quanto sia un lavoro complesso e certosino, vagliare milioni di contenuti in una sola ora, quindi non sgranate gli occhi mentre leggete quanto scrivo, sono a conoscenza del fatto che girino ancora troppi contenuti di questo tipo, ma vi racconto come si sta continuando a muovere nella giusta direzione il gigante Blu.

Per prima cosa ha impostato degli algoritmi che contestualizzano in base al Paese di riferimento i vocaboli che incitano all’odio, implementando una task force mista tra intelligenza artificiale e umani per l’istigazione al suicidio. Introducendo questi algoritmi a cui seguono ban automatici che possono comunque essere rivisti, su richiesta.

Esistono ad oggi tre livelli di sicurezza e quindi di ban:

La prima volta che l’account viola i termini e le condizioni d’uso riceve un ban di 24 ore, la seconda volta di una settimana, la terza di 30 giorni e alla quarta viene espulso dalla piattaforma senza più potervi rientrare. Per ogni ban l’utente riceve comunicazione di ammonimento, quindi è reso consapevole di non aver seguito le linee guida.

Gli obiettivi di Facebook sono  tutelare i suoi utenti, combattere le Fake News ed evitare la violenza. E’ un percorso davvero molto difficile e impegnativo per cui in ogni Paese in cui è presente oltre agli algoritmi contestualizzati, sono presenti ben tre gradi di revisori umani che decidono se i contenuti segnalati infrangono la normativa.

Se volete capirne di più, vi consiglio la visione di uno speciale in tre episodi dove Matteo Flora intervista Facebook Italia proprio sul tema.

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