comunicazione, social network

Vasco Rossi il concerto al ModenaPark e gli scontri sui social network

Vasco Rossi concerto

Vasco Rossi un personaggio con 40 anni di carriera alle spalle, un artista del cantautorato italiano e una persona.
Sì, Vasco Rossi, che lo amiate oppure no è tutto questo e nell’era digital le sue mille sfaccettature si sono palesate in modo evidente.

Vasco Rossi è il personaggio che ha organizzato un concerto al Modena Park riuscendo a radunare 220.000 persone, di 3 o 4 generazioni differenti, con un interesse comune: VASCO ROSSI.
Con lui non c’erano soltanto le 220.000 persone, attenzione parlo di persone e non di “followers”, ma anche tutti coloro che si trovavano in una delle 140 sale cinematografiche sparse in giro per l’Italia che hanno visto comodamente in poltrona la diretta completa del concerto e altri milioni di persone che hanno assistito davanti alla TV alla trasmissione su RAI 1 condotta da Paolo Bonolis.

Come si può negare a Vasco Rossi il successo planetario dato che è riuscito a focalizzare su di sé per più di 3 ore l’attenzione di un numero così elevato di persone?

Sui social, durante il concerto, l’hashtag Modenapark e il suo nome spopolavano su Twitter, Facebook e Instagram, diventando ancora una volta il centro d’Italia.
Come spesso accade, ultimamente sempre più di frequente, sui social l’argomento Vasco Rossi è divenuto il centro di una questione di “stato”, tra gli haters, coloro che non erano e non sono suoi fans, e tutti i fans connessi.
Si è riusciti a trasformare la bellezza in “sede” di cattiveria e contestazioni per uno scontro di vedute a suon di male parole (ben venga il confronto  e lo scambio di opinioni, quel che non va è alzare i toni scatenando veri scontri tra fazioni).
Forse in molti ancora non hanno ben chiaro il concetto che utilizzare un Hashtag, significa “indicizzare” l’argomento in modo esponenziale e quindi aumentarne la portata mediatica e sicuramente il real time dei social è ancora sfruttato molto male.

La conclusione è comunque una sola: al Modena Park Vasco Rossi ha avuto un successo planetario, strameritato, grazie alla sua comunicazione, al suo modo di arrivare dritto al cuore di ogni persona nel bene o nel male con delle canzoni che riescono a farci sentire protagonisti. E’ proprio questo che consente al personaggio Vasco Rossi di avere il seguito che ha, la sua empatia e il suo unico modo di comunicare.
Non è possibile negare l’evidenza e credo non sia nemmeno corretto emettere giudizi su un “perfetto sconosciuto” o tentare aggressioni da “leoni da tastiera” sulla persona Vasco Rossi.
Mi fa molta rabbia e mi delude la mediocrità e la superficialità con cui molti affrontano gli eventi sui social network con critiche sterili e giudizi anche quando un successo è evidente e meritato, come in questo caso, inconsapevoli che tutto ciò che scrivono sui social sarà parte integrante della propria reputazione personale nel web.
I quotidiani on line hanno fatto la loro parte di bruttissimo giornalismo focalizzando l’attenzione sui topless delle ragazze durante la canzone “Rewind” come avrebbero fatto i “giornaletti” di gossip.
Insomma, tutto ciò per esprimere il mio dissenso per le parole sprecate contro Vasco Rossi (da non fan) e sul povero Bonolis, che secondo molti interrompeva il concerto con la sua voce.
Ragazzi, il Signor Paolo Bonolis è stato retribuito da “mamma Rai” per seguire una scaletta, dato che la RAI non aveva acquistato i diritti per trasmettere la diretta del concerto, di conseguenza non avrebbe potuto far meglio di ciò che ha fatto. I miei complimenti vanno dunque anche a Bonolis che si è assunto una responsabilità non indifferente essendo anch’egli in diretta in Eurovisione.

Questa mattina ho letto un articolo che dichiarava che la persona Vasco Rossi aveva avuto un malore dopo il concerto, che era stato trasportato d’urgenza in elicottero in una struttura privata e sottoposto a un intervento, il tutto molto generico, dato che il medico non ha rilasciato ulteriori dichiarazioni. (Fortunatamente si tratta solo di una nuova FAKE NEWS)

Mi auguro che anche questo non diventi un caso mediatico e la valvola di sfogo, di molti, sui social network.

#beaware

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