Oggi più che mai sento la necessità di parlare di BOT e, non in senso finanziario, ma in termini informatici.
Tutti gli internauti, anche senza saperlo, hanno a che fare ogni giorno coi BOT.
Il termine è dato dall’abbreviazione del vocabolo “robot”, da cui “bot”.
Si tratta di software che accedono ai sistemi di comunicazione e interazione alle “macchine” utilizzate dagli utenti “umani”.
La distinzione tra “macchine” e “umani” diviene indispensabile quando ci addentriamo in argomenti che hanno a che vedere con l’intelligenza artificiale.
In termini più semplici, i BOT sono utenze che hanno alla base una programmazione per cui sono in grado di rispondere con feedback immediati alle domande degli utenti.
I BOT nei social network sono presenti in ogni piattaforma, da Facebook, a Messenger, a twitter, a Instagram, a Whatsapp, a Telegram e via discorrendo.
Con l’aumento del loro uso, i BOT sono arrivati ad “imparare” in base a ciò che seguiamo, diciamo, vediamo on line e ci rispondono.
Un esempio di BOT è la risposta automatica in una chat o in una pagina Facebook.
Di esempi ce ne sono moltissimi, basti pensare che è possibile pagare una società che vi fornisca i bot per incrementare in modo meccanico i vostri followers in Instagram (ricordate che non è legale e che rischiate di veder bannato il vostro account dalla piattaforma).
Mi auguro di essere riuscita a farvi capire che cosa sono i BOT dato che ci siamo sempre in contatto.
Sapete quanto sia puntigliosa nel cercare di soddisfare tutte le mie curiosità e quando apprendo qualcosa di nuovo e di uso comune, rendendomi conto che non tutti sanno di che cosa si tratta, mi viene automatico cercare di condividere con voi le mie scoperte.
Se ci fate caso, ultimamente, nelle serie TV americane, sentite sempre più spesso parlare di BOT, di cyber security e di attacchi Hacker, da ora quando udirete la parola BOT saprete di cosa stanno parlando.
#beaware