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Content Creators e monetizzazione, 4 modi per crescere

Content Creators, quante volte hai sentito queste parole e le hai immediatamente collegate agli influencers che segui sui social?

Fare il Content Creator è un lavoro che richiede molta costanza e dietro a quei pochi secondi di video ci sono ore di lavoro investite per l’idea, la stesura del testo, la registrazione, il montaggio e la pubblicazione.

La mia premessa è per tutti coloro che sono ancora convinti che fare video sia un divertimento stupido e non possa essere considerato un lavoro.

Gli stessi social media ormai hanno compreso l’importanza della Creator Economy, per cui i content creators sono divenuti una vera e propria risorsa di business per le Big Tech che hanno deciso di mettere sul piatto una monetizzazione dedicata a chi riveste il ruolo di Content Creator sulla propria piattaforma, partendo da You Tube, poi Tik Tok, Twitch e infine anche Meta hanno stanziato un fondo per i Creators.

Questo articolo nasce da una ricerca di Patreon che ha intervistato Content Creators di piattaforma differenti e da cui emerge un problema non indifferente: il contrasto tra la creatività e la monetizzazione. Il 70% dei Creators si sente intrappolato dalla piattaforma su cui pubblica per la questione della monetizzazione, che si ripercuote sulla creatività.

In linea teorica il Content Creator dovrebbe fare della sua creatività la sua unicità e il suo lavoro, ma gli algoritmi delle piattaforme sono tutti differenti e prevedono la soddisfazione di determinati requisiti per aver accesso alla monetizzazione e questo retaggio è inevitabile che crei un contrasto immenso con l’aspetto creativo.

A questo punto i Content Creators prima di partire dovrebbero cercare di comprendere come vogliono fare business:

  1. Puntare tutto sulla piattaforma in cui si trovano meglio e attendere la monetizzazione soddisfando requisiti e algoritmi.
  2. Lasciare spazio alla creatività creando un business diverso dalla sola monetizzazione della piattaforma.

Dalla ricerca di Patreon emergono 4 modi per crescere  come Content Creators senza l’obbligo della trappola di algoritmi che cambiano alla velocità della luce e senza contrastarli, ma sfruttandoli in modo più sano.

Cosa intendo per “sano”? Non dipendente da vanity metrics e algoritmi, ma al contrario conoscerli e sfruttarli a proprio vantaggio.

Quali sono i 4 modi per crescere come Content Creator e monetizzare il proprio lavoro?

1 – strategia multicanale: il 75% dei creators intervistati sperimenta la strategia multicanale che, da Social Media Manager e Digital Strategy, ho sempre fatto sfruttare ai miei clienti. Rimanere incastrati in una piattaforma Social di cui siamo ospiti e che dall’oggi al domani potrebbe non solo cambiare i suoi algoritmi, ma decidere di chiudere significherebbe vedere buttati mesi o anni del lavoro svolto, quindi la parola d’ordine è diversificare!

2 – puntare alla sezione discover: il 73% degli intervistati dichiara di postare dove gli algoritmi pagheranno nel tempo la loro creatività. Quindi è una scelta strategica e consapevole quella di scegliere su quali social media la creatività verrà pagata in base a tanti criteri, come l’audience, la geolocalizzazione, il tipo di contenuti e format e molto altro ancora.

3 – approcciare al progetto da diverse angolazioni: visto che gli algoritmi penalizzano chi non pubblica costantemente, i Content Creators possono dare dei tagli differenti ai propri video affinché siano idenei ai diversi social e pubblico. In questo modo da una singola idea potranno dare un punto di vista e un montaggio diverso in base anche alla community che vorrebbero creare e fidelizzare.

4 – Collaborare: la collaborazione tra Content Creators oltre ad essere particolarmente apprezzata dai social media, consente di farsi conoscere a un pubblico completamente differente e di interessarlo in modo autentico, ampliando i fans. Inoltre la collaborazione tra persone che svolgono lo stesso lavoro in modalità differenti, creano legami, supporti, scambi di idee che come spesso accade permettono di ampliare la visione delle cose.

Concludendo vorrei ribadire che fare il Content Creator è un lavoro, che i continui aggiornamenti delle piattaforme social per cercare di rimanere al passo con le altre sono difficili da gestire, ma indispensabili da conoscere se si vuole lavorare nel digital, che l’insoddisfazione di molti creators non è un bene per i Big Tech e che le strategie da attuare per crescere esistono e riescono a far sì che non ci si senta schiavi di algoritmi, ma che si possono sfruttare a nostro favore senza fossilizzarsi su un singolo video, le vanity metrics, una sola piattaforma e l’unico obiettivo di monetizzare, trasformandolo in fare business e collaborare con altre persone e non solo numeri

Mi permetto di dire che come esseri umani siamo più intelligenti delle macchine e dei loro sistemi, quindi è sicuramente difficile diventare un Content Creators affermato, ma con una buona strategia, buoni contenuti e collaborazione: si può fare!

 

#beaware

 

Annalisa Vicari

 

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