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Clubhouse il nuovo social audio del 2021: Caratteristiche e problemi

clubhouse

Il 2021 sino ad ora ci ha già riservato tante “sorprese” inerenti ai social network: dal ban di Trump, ai problemi di Tik Tok sino a giungere a Clubhouse.

Cos’è Clubhouse?

Clubhouse è un social network nato a fine marzo 2020 in Texas, basato unicamente sull’audio, disponibile come app solo per iOS, a cui si può accedere esclusivamente con invito.

Da qualche settimana c’è una corsa a Clubhouse, un Hype che ha dell’incredibile e vorrei analizzare con voi questo fenomeno social-e perché è fondamentale affrontare questi eventi digitali con la giusta consapevolezza.

Come funziona Clubhouse?

Per entrare nel Club(house) occorre avere un dispositivo IOS, ricevere un invito e registrarsi. Una volta creato l’account si entra molto semplicemente nel vortice delle Rooms in cui si può essere utenti attivi, quindi interagire con la propria voce dopo aver cliccato sul pulsante che rappresenta l’alzata di mano e il proprietario della room, nonché moderatore, da il permesso di intervenire oppure in modo passivo, muovendosi tra una room e l’altra soltanto per ascoltare ciò che viene detto.

Ogni utente può inoltre creare la propria Room che può essere Open, Social o Closed.

Come si evince facilmente dai vocaboli, la Room Open è aperta a tutti i membri del social, la Room Social è aperta ai contatti di chi l’ha aperta e la Room Closed è aperta solo alle persone che vengono invitate singolarmente dal proprietario della Room.

Quali sono le novità esclusive di Clubhouse?

Per la prima volta ci troviamo di fronte a un social network che si basa esclusivamente sull’utilizzo della nostra voce, unica e riconoscibile, senza la necessità di mostrarci anche in video, per interagire con persone nuove e ad oggi molto importanti.

In Clubhouse possiamo parlare o ascoltare personaggi del calibro di Elon Mask, per esempio e molti altri personaggi illustri anche italiani che ci sono sempre apparsi irraggiungibili.

Essendo solamente audio, è molto più semplice anche per le persone timide prendere la parola, perché psicologicamente riescono a far crollare il problema di non sentirsi all’altezza di chi si ha di fronte.

Le conversazioni avvengono in real time, al contrario dei tanto odiati vocali, che prevedono prima l’ascolto e poi la risposta in un secondo momento, su Clubhouse possiamo parlare con sconosciuti come se fossimo al bar.

Essendo disponibile solo per IOS e su invito diretto, si ha la percezione di entrare a far parte di un club esclusivo, elitario e l’ego ne guadagna.

Gli esseri umani sono “animali sociali” e in quanto tali, hanno un desiderio irrefrenabile di far parte di un “branco”, ancor meglio se esclusivo e non aperto a tutti.

Sin qui questo Clubhouse sembra un sogno che si avvera, ma dai sogni ci si sveglia sempre e quindi dopo la bellezza di questo social, mi tocca svegliarvi e mostrarvi i problemi sia di un ecosistema basato solo su chat vocali, che tecnici inerenti alla stessa app.

Che caratteristiche occorrono per immergersi in Clubhouse?

Come ogni social network anche Clubhouse non è adatto a tutti, ma ad un pubblico di utenti che ha una buona predisposizione all’ascolto e predilige la modalità di interazione composta solo da audio.

Altro punto non trascurabile per farne un uso corretto è il tempo!

Ebbene sì, se non ci avevate ancora pensato, occorre impiegare un quantitativo di tempo non indifferente per ascoltare e interagire in modo corretto, poi sappiamo bene che una parola tira l’altra, quindi è molto difficile rispettare i paletti che possiamo porci.

Vi faccio un esempio esplicativo per spiegarmi meglio.

Decido di dedicare quindici minuti a Clubhouse per “vedere” chi c’è e di cosa si parla nelle room, poi vengo attratta da un argomento interessante e che voglio approfondire, magari decidendo di dare la mia opinione in tema e i quindici minuti che mi ero prefissata diventano ore, perché sappiamo bene che quando qualcosa cattura la nostra attenzione “il resto scompare” cit. tratta da “Musica e il resto scompare” di Elettra Lamborghini.

Concludendo, il target sarà sicuramente medio alto e composto da persone predisposte all’ascolto e alle chiacchiere.

Quali sono i problemi tecnici e legali dell’app Clubhouse?

Clubhouse come app evidenzia molti problemi tecnici e legali specie per quanto riguarda le normative dell’Unione Europea in materia digitale.

Il primo grave problema riguarda la Privacy inesistente, nonostante il recente caso che ha visto appena visto il Garante della Privacy italiano intimare a Tik Tok alcune priorità che vi racconterò in un altro post.

Non ho sbagliato vocabolo scrivendo “inesistente”, attenzione! Al contrario delle altre app presenti sul panorama di Apple Store, Clubhouse al momento dell’iscrizione ha un’informativa che parla di profilazione dei dati, ma non spiega in alcun modo che utilizzo ne verrà fatto e questo è contrario sia alla normativa europea (GDPR), sia a quella del Californiana dove ha sede legale. Questo non è solo un problema tecnico, ma di liceità della stessa app. Per quanto riguarda i minori di 18 anni, l’app dichiara soltanto che non possono entrare a far parte della community, ma senza alcuna verifica.

Tutto ciò si traduce in un’accettazione completa delle condizioni (sconosciute) del trattamento dei dati personali, inclusi tutti quelli all’interno di ogni singolo iPhone o iPad, pena l’impossibilità di iscriversi a Clubhouse.

Vi lascio qui il link dell’articolo di Agenda Digitale scritto dall’avvocato Antonino Polimeni nel caso voleste approfondire questa questione.

L’altro problema che si palesa immediatamente è che non esiste moderazione dei contenuti da parte della piattaforma.

L’unica moderazione esistente è a carico di chi decide di aprire una Room.

Possiamo solo immaginare quali problemi potrebbero insorgere, sempre che non siano già avvenuti, in materia di incitazione e violenza all’odio, pedo-pornografia, pornografia non consensuale e mille milioni di altri delitti simili, dato che sono problemi fortemente sentiti e che stanno cercando il modo di gestire piattaforme social che esistono da decenni e, in alcuni casi, ancora non riescono a farlo.

Provate a pensare come un’Intelligenza artificiale o un team di persone potrebbero intervenire per analizzare e bloccare milioni di comunicazioni real time? Riuscite a immaginare come possano fare? Io no, ma se avete la vostra idea lasciatela nei commenti.

Per mettere la ciliegina sulla torta, stamani ho appreso che si è creato un mercato nero on line che mette in vendita inviti a Clubhouse, come da immagine, che variano da un importo minimo di 30 $ a un massimo di 80 $.

Conclusioni:

Siamo nel 2021 e i social network non sono più una novità, abbiamo avuto modo di vederne affondare più di uno e il sistema di iscrizione su inviti risale a quasi dieci anni fa esatti, quando il 28 giugno 2011 venne lanciato Google Plus che chiuse i battenti i primi di aprile 2019.

Il social del futuro non esiste! Stiamo semplicemente assistendo alla nascita di altri social network che cercano di accattivarsi la nostra presenza in base all’evoluzione umana . Esistevano già i social con contenuti scritti, visual e video, quindi Clubhouse gioca sul nuovo trend delle chat vocali. Sono estremamente curiosa e son sempre la prima a seguire tutti gli aggiornamenti in ambito digitale perché credo fermamente che ogni social abbia le sue peculiarità e possa essere più o meno idoneo per alcuni brand piuttosto che altri, ma non mi getto mai a pesce senza informarmi prima delle caratteristiche. La mia esperienza mi impedisce di agire senza cognizione di causa e ho capito quanto siano importanti i nostri dati personali e sensibili.

Nel caso di Clubhouse mi sono approcciata nel modo che conosco: informarmi, seguire gli aggiornamenti ( vi lascio i link del post di Rudy Bandiera, Giorgio Taverniti e Marco Montemagno) e decidere se iniziare lo studio del social network, purtroppo ci sono troppi problemi che mi impediscono attualmente di entrare nella fase di studio/sperimentazione: illiceità, inesistenza della privacy, assenza di moderazione da parte della piattaforma e per ultimo il tempo, perché sino ad oggi l’investimento del mio tempo per lo studio sono sempre riuscita a trovarlo e se lo ritenessi opportuno non sarebbe un problema insormontabile.

Può darsi che quest’app continui la sua crescita e modifichi i termini di accettazione e allora, solo allora, entrerò in avanscoperta. Per ora non mi sfiora neppure l’idea e mi piacerebbe esser riuscita a farvi riflettere sulle priorità e su quanto sia importante fermarsi a riflettere sulla consapevolezza delle azioni che compiamo on line.

Credo che l’on line sia solo un’estensione dell’off line, non due mondi differenti, ma due realtà che sono perfettamente integrate e come per la vita reale è necessario e indispensabili non firmare un contratto senza prima aver letto anche le clausole scritte in caratteri microscopici, così è indispensabile fare anche sul web.

Esiste un vocabolo per descrivere ciò che sta accadendo ora con Clubhouse sul quale si è riuscito addirittura a formare un mercato illegale di vendita di inviti ed è FOMO, l’acronimo dell’espressione inglese Fear Of Missing Out, che indica una forma di ansia sociale caratterizzata nel desiderio di rimanere continuamente in contatto con le attività che fanno le altre persone, e dalla paura di essere esclusi da eventi, esperienze, o contesti sociali gratificanti (fonte: Wikipedia).

Continuerò a osservare l’evolversi di questo fenomeno e se ci saranno sostanziali modifiche, ve lo scriverò.

Concludo dicendovi di non cedere alla curiosità del momento, ma di assumervi, voi per primi, la responsabilità delle vostre azioni, agendo con consapevolezza in questo mondo che corre velocissimo, per non incappare in azioni da cui non si può tornare indietro.

 

UPDATE 21/05/2021

Come promesso eccomi qui per l’aggiornamento tanto atteso : da ieri Clubhouse è disponibile anche per Android, sempre su invito.

Nessun aggiornamento è stato apportato, invece, in merito alla privacy.

Inoltre nel mese di Marzo le statistiche indicano che i downloads di Clubhouse sono diminuiti del 70%, questo mi fa confermare che si sia trattato di un bell’Hype che probabilmente rivedremo in questi giorni grazie all’apertura agli utenti android.

Vi anticipo che la maggior parte delle piattaforme social ha intrapreso le sue azioni per implementare le chat vocali, ma questo ve lo racconterò nel prossimo articolo.

Sei iscritto a Clubhouse, con quale dispositivo? Hai qualche informazione da aggiungere?

Scrivimelo nei commenti!

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