Formazione e consulenza

Aziende e professionisti digital un tot al kilo

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Osservo il comportamento sui social da anni, ormai, ma mai come in questo periodo storico, caratterizzato da due anni di pandemia e una guerra ancora in corso, hanno creato una sensazione di incertezza e timore che trasuda da questi amplificatori sociali.

Vorrei soffermarmi sulla spinta digitale che ha avuto questa situazione, dove molti hanno intravisto la possibilità di entrare nel mondo digitale a livello professionale perché il mercato del lavoro ha aperto molte posizioni lato digital.

Qui emerge un discreto numero di problemi, partirei ad analizzare quelli delle aziende.

Avete mai letto un annuncio per le ricerca di social media marketing manager per esempio?

Io sì e vengono richieste competenze di grafica, statistica, economia, lingue straniere, advertising e un sacco di altre skills per una sola posizione.

Non starò qui a spiegare quali sono le effettive mansioni di un social media marketing manager, ma mi sembra lampante che tutte queste skills non possano risiedere all’interno di una sola persona, quindi dove sta il problema?

Le aziende italiane, alcune, hanno capito che può essere importante essere presenti sui social media, ma non hanno la minima consapevolezza di che cosa occorre davvero e che non siamo più nell’era del “bene o male, l’importante è che se ne parli” perché la tua Reputazione passa anche dal modo in cui sei presente sui social, dalla qualità e soprattutto sul rapporto che instauri con le community che ti seguono. Ci sono milioni di prodotti e servizi, ma la scelta ricadrà sul brand che riveste i nostri principi valoriali, la nostra etica e l’empatia che riusciamo a trasmettere.

Un altro punto di analisi da tenere in considerazione sono proprio i professionisti del web. Oggi sui social sono presenti almeno 5 generazioni contemporaneamente, cosa mai avvenuta in precedenza, quindi osservo una concorrenza spietata a colpi di video, post, articoli autocelebrativi terribilmente vuoti in cui il professionista di turno si auto incensa e conclude con “scegli me!”, ma perché un’azienda dovrebbe scegliere te? In pochi rispondono a questa domanda essenziale.

Tra i professionisti c’è una grossa spaccatura generazionale dove, come accade dalla notte dei tempi, i più “anziani” pensano di saperne sempre di più dei più giovani, ma in questo mondo questo principio non vale. Un giovane sarà sicuramente più orientato ad usare e conoscere Tik Tok rispetto a un professionista più maturo. Credo che gli scontri professionali in questo non portino da nessuna parte, io sono per la collaborazione sana e se un collega è più ferrato di me, perché non fare squadra invece che squadrismo?

Tutte queste manovre, compresi servizi sottocosto e gratuità di prodotti intangibili, promesse di diventare ricchi in pochi mesi non fanno altro che creare ulteriore caos nella comprensione del valore di un buon servizio di digital marketing lato impresa e un disvalore dei professionisti che si sentono meglio di altri senza far percepire davvero i loro plus.

Come si può credere di diventare ricchi seguendo un corso? Provate a fermarvi a pensare un attimo. Se fosse vero, che bisogno ci sarebbe di continuare a dichiararlo in internet?

 

Concludendo, occorrerebbe tanta educazione digitale, per creare consapevolezza nelle aziende e più sicurezza nei professionisti perché se si è tali c’è sicuramente uno spazio di lavoro per tutti senza dover per forza sgomitare o millantare false promesse.

 

Ricordate che sul web, come nella vita, le bugie hanno le gambe corte.

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