Da quando Facebook è approdato come ufficiale piattaforma social in Italia, circa 10 anni or sono, ha subito diverse evoluzioni, non solo dal punto di vista della piattaforma stessa, con i continui aggiornamenti, ma nel comportamento degli utenti.
Quando è arrivato in Italia, Facebook era una novità, un’opportunità, una nuova fonte di ricerca e per i primi anni è stato utilizzato per cercare tutte le persone che avevano fatto parte della nostra vita e che avevamo perso strada facendo.
Questo era assolutamente la prima intenzione di chi approdava, come me (Xennial) in questo nuovo mondo pieno di sorprese, di contatti da ritrovare e persone nuove con cui comunicare.
Con il tempo, come tutte le cose, Facebook è entrato a far parte della vita quotidiana, dapprima dei ragazzi, che lo utilizzavano al posto degli sms e con il tempo di persone di tutte le età, ma di fondo, gli obiettivi degli utenti sono mutati.
Oggi tutti hanno almeno un account Facebook, anche se alcuni non lo utilizzano perché si sono annoiati, e il diario e le interazioni sullo stesso, sono notevolmente diminuite, per lasciare spazio a pagine, gruppi, community e chat private.
Ora che su Facebook c’è il mondo, la distinzione tra on line e off line è venuta meno, di conseguenza gli utenti tendono a far sapere sempre meno di sé stessi, con un’esposizione limitata sul proprio diario, a vantaggio dei gruppi o delle pagine.
I gruppi sono divenuti veri e propri punti d’incontro virtuali di persone che condividono la stessa passione, lo stesso interesse e che si recano sul social network per parlare delle proprie cose, ma con una sorta di “privacy”, perché nei gruppi si sentono parte integrante, si sentono protetti, ascoltati e capiti.
Attenzione però al gruppo in cui entrate a far parte, perché spesso vi “introducete” in un habitat con ruoli ben definiti e quindi, come accadeva di persona, nelle vecchie e buone compagnie, i membri devono entrare “in punta di piedi” per non essere sbranati dal branco gerarchico già formato. Inoltre se ti accorgi che il gruppo non ti fa bene, perché troppo radicato nelle sue posizione, non esitare a lasciarlo.
Come sempre #beaware!
Raccontami qui sotto la tua esperienza con i Gruppi di Facebook.
Annalisa Vicari