
Questa mattina mi sono recata a fare delle banali “commissioni”, a Milano si dice così… e ho visto un’affissione sconcertante. Avete presente nei film quando l’inquadratura scorre e poi torna a soffermarsi su un piccolo particolare? Ecco il mio sguardo ha fatto esattamente lo stesso movimento e mettendo bene a fuoco, non volevo credere a quello che stavo leggendo: il supermercato Y, di cui non dirò il nome, ma si tratta di una catena di supermercati presenti su tutto il territorio nazionale, comunicava con questo bel cartello di essere aperto 7 giorni su 7, fino a mezzanotte.
Mi sono soffermata per qualche secondo, perché fino ad oggi non avevo mai visto un orario di apertura simile nemmeno nei negozi di cinesi. Le altre catene di distribuzione a Milano hanno esteso l’orario sino alle 22.00 e già la cosa mi lasciava molto, ma molto perplessa. E’ sicuramente vero che sono cambiati i ritmi e gli orari lavorativi dei clienti che fanno la spesa al supermercato, ma per quale strano motivo i milanesi o coloro che abitano questa folle realtà, si dovrebbero recare a fare la spesa alle 23.30?
Per chi non fosse de Capoluogo lombardo di cui tratto, spiego che il milanese e anche chi vive a Milano, deve essere una persona super organizzata per riuscire a vivere qui, quindi è abituato a organizzare anche le sue abitudini concernenti i suoi acquisti…tutti i suoi acquisti! Anche a Milano esistono gli imprevisti, ma questi vengono risolti molto velocemente per la grande capacità di problem solving tipica dei cittadini.
Detto questo, tenere aperto un supermercato fino a mezzanotte, domenica e festivi inclusi, è un plus che si offre alla clientela, auspicando un aumento degli introiti. Vi state chiedendo il perché di tutto questo preambolo?
Il problema è uno solo il lavoro.
Spesso i supermercati non hanno la possibilità economica di assumere personale nuovo, quindi fanno una semplice operazione. Prendono il personale che hanno e lo distribuiscono per fasce orarie, ciò implica un malcontento nei dipendenti, costretti ad accettare orari di lavoro improponibili che li tengono lontani dalla famiglia e dagli affetti per portare a casa la “pagnotta” a fine mese. Inoltre, dovendo ridistribuire i lavoratori su turni, il personale in ogni fascia oraria sarà inferiore a quello che sarebbe necessario per i clienti, che significa: non avere informazioni sull’ubicazione dei prodotti, vedere sempre la coda alle casse, non avere tempo nemmeno per scambiare un sorriso o una parola con gli addetti alle vendite e quindi avere perennemente nello stesso luogo dei “milanesi imbruttiti”.
Non sono d’accordo su queste nuove regole lavorative che non agevolano né i lavoratori, né i clienti, ma fanno gonfiare le tasche della GDO. La questione è che si esegue senza pensare, non ci resta molto tempo per farlo, con la freneticità che ci circonda, ma dove finisce l’”automa” e comincia l’”essere umano”?
Vi chiedo gentilmente di segnalarmi altre località in Italia che offrono questi servizi.
Baci da una Naly infastidita.
