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L’effetto dei social network sul terzo settore #datecivoce

#datecivoce selfie

In questo periodo di emergenza Covid19 ho avuto modo di conoscere meglio e di approcciare per due volte, in modo differente, in prima persona con il terzo settore. Visto che neppure io prima conoscevo questa nomenclatura vi fornisco la definizione dalla Treccani:

“Il t.s., ossia l’insieme delle organizzazioni della società civile, distinte da Stato e pubblica amministrazione (primo settore) e dalle società commerciali (secondo settore), che svolgono attività solidali in ambiti quali assistenza sociale, diritti umani e civili, sanità, istruzione, tutela ambientale, sport ecc., ha assunto in Italia negli ultimi anni crescente rilevanza. Costituisce un variegato sistema, denominato economia civile, che opera direttamente a contatto con le situazioni di emarginazione, povertà, esclusione e fragilità sociale, in stretta collaborazione con le amministrazioni pubbliche soprattutto locali. Configurazione giuridica ed economica. – Nonostante abbiano natura privata, le organizzazioni che operano nel t.s. si pongono tra Stato e mercato senza fini di lucro, e per tal ragione vengono anche definite come non profit, sintetizzando l’inglese not for profit organization, in quanto accomunate dall’assenza della ricerca di profitto.”

Avendo appurato che i social network in questa fase storica hanno assunto un ruolo quasi fondamentale all’interno della società e sono una perfetta cassa di risonanza di ciò che viene pubblicato, nel bene e nel male, dagli utenti, vorrei raccontarvi che ruolo possono assumere per quanto riguarda il terzo settore ed oggi, nello specifico, vi racconto del Comitato Dateci Voce sorto proprio in occasione dell’emergenza Coronavirus.

Ho conosciuto Dateci Voce grazie al Flash Mob organizzato il 2 maggio 2020, incuriosita sono andata a leggere “chi erano” e vi riporto ciò che ho letto:

“Siamo un gruppo di donne della società civile, attive nel mondo del lavoro in diversi settori e con competenze diversificate, che si confrontano da tempo su progetti di diversity e inclusione, su scala locale, nazionale e internazionale.

Abbiamo deciso di scrivere una lettera al Presidente Conte e al Dottor Colao, a fronte della composizione del suo gruppo di lavoro che vede solo 4 donne su 17 rappresentanti, nominati per la ricostruzione del paese come risposta alla pandemia.

Crediamo che il futuro di questo paese sia da progettare insieme, e che anche la rappresentatività di genere nei gruppi decisionali sia fondamentale per garantire un disegno del futuro migliore, tenendo in conto della capacità dei singoli di portare competenza, e grazie alla ricchezza di punti di vista e capacità diverse.”

Immediatamente ho firmato la petizione e deciso di partecipare, perché sposo perfettamente la causa, mettendoci la faccia, nel vero senso della parola, conoscendo le potenzialità dei social come amplificatore sociale.

Cosa ho fatto per Dateci Voce?

E’ stato molto semplice! Veniva richiesto di scattare e pubblicare un selfie con la mascherina e l’hashtag datecivoce e pubblicarlo sui propri canali social.

Quindi ho provveduto a fare il selfie e pubblicarlo sul mio diario Facebook e nella story, sul mio account Instagram e nella story, su twitter e nel mio canale Telegram per dare il mio piccolissimo contributo di visibilità a questa nobile e giusta causa.

Quali risultati ha raggiunto sino a oggi #datecivoce grazie ai social?

Il 5 maggio 2020 il Quotidiano Nazionale “La Repubblica” ha scritto un articolo interamente dedicato a Dateci Voce, perché Conte ha dichiarato: “Nella task force di Colao ci saranno più donne”.  La mia felicità è esplosa!

Consapevole che questo sia solo un piccolissimo passo verso l’obiettivo, ma che questa “mobilitazione” sui social abbia fatto sì che la nostra voce arrivasse al Presidente del Consiglio, mi permette di gioire.

E’ proprio questa la chiave per cui ho deciso di redigere questo post. I social network per me sono da sempre un meraviglioso strumento e questa è la dimostrazione lampante che, se utilizzati nel modo corretto, possono davvero fare la differenza.

Colgo l’occasione per ringraziare tutto il team di The Fool e il suo Fouder Matteo Flora che hanno regalato l’analisi dei dati ottenuti, estremamente positivi e incoraggianti, e attendo il prossimo step con molta fiducia.

Vi prego di firmare la petizione di Dateci voce, se anche voi, come me, credete che il ruolo delle donne in questa “Fase 2” sia un contributo importante e che nel 2020 non possiamo permettere che ci sia un gap tanto evidente tra uomini e donne nelle task force preposte per il nostro Paese.

#beaware

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