
La Camera ha approvato la proposta di Legge su bullismo e cyberbullismo che ora attende l’approvazione del Senato. Finalmente anche l’Italia apre le porte della giurisprudenza su un reato di attualità quale il cyberbullismo. Ma cosa si intente per cyberbullismo?
L’art. 2 della proposta di Legge definisce il cyberbullismo con “la realizzazione, la pubblicazione e la diffusione online attraverso la rete internet, chat-room, blog o forum, di immagini, registrazioni audio o video o altri contenuti multimediali, effettuate allo scopo di offendere l’onore, il decoro e la reputazione di una o più vittime, nonché il furto di identità e la sostituzione di persona operati mediante mezzi informatici e la rete telematica al fine di acquisire e manipolare dati personali, ovvero di pubblicare informazioni lesive dell’onore, del decoro e della reputazione della vittima”.
L’art.2 infatti è proprio il punto focale di questa nuova proposta di Legge che mira a tutelare tutti da un punto di vista giuridico con la configurazione del reato di cyberbullismo.
Le sanzioni per questi reati sono state inasprite con l’intento di scoraggiare chiunque ne volesse fare uso. La pena massima prevede la detenzione da 1 a 6 anni in base all’entità del reato.
Un altro punto di questa proposta che ritengo molto interessante è quello che tratta di istituire nelle scuole, tra i professori, un referente contro il bullismo e il cyberbullismo allo scopo di predisporre linee guida per prevenire e contrastare questo fenomeno ormai dilagante formando il personale scolastico e gli studenti sul problema.
Rimane però ai singoli istituti l’educazione alla legalità e consapevolezza di internet.
Il punto principale della configurazione del reato di bullismo e cyberbullismo è di fondamentale importanza, ma da un punto di vista pratico, la formazione e informazione sul web e su tutti gli strumenti utilizzati quotidianamente dalla maggioranza delle persone dovrebbe essere un diritto e dovere civico.
Tutto parte dal rispetto e dall’educazione in generale, ma sono certa che se ci fosse a monte un luogo in cui poter imparare ad usare gli strumenti che ci sono stati forniti dalla tecnologia negli ultimi 10 anni, uomini, donne, insegnanti, genitori e figli saprebbero come comportarsi.
Purtroppo la mancanza di cultura ed educazione digitale è una lacuna troppo grande da colmare, ma esistono esperti del settore social che potrebbero spendersi per istruire coloro che lo vogliono ad utilizzare il web e i social network in modo consapevole e non lesivo della persona altrui.
A me per prima piacerebbe insegnare le insidie che si nascondono dietro un flag, una foto condivisa o uno screenshot, ma purtroppo non ne ho la possibilità.
Chiedo quindi a chiunque fosse interessato ad apprendere come funziona questo mondo dettagliatamente, dove l’on line e l’off line si congiungono in una sola realtà, di contattarmi anche attraverso la mia pagina facebook https://www.facebook.com/nalymilan/ .
Mi auguro che il Senato approvi in tempi brevi questa proposta di Legge fondamentale per la società odierna.
